Perché il trading online di opzioni binarie non è una fregatura

Il trading online di opzioni binarie è una fregatura? Moltissimi trader risponderebbero di no, soprattutto coloro in grado di realizzare elevati profitti. Eppure in rete ci sono (apparentemente) autorevoli opinioni secondo cui le opzioni binarie sono una fregatura o una truffa legalizzata.

Dove sta la verità?

Partiamo dal concetto fondamentale delle opzioni binarie o digitali. Non scenderemo nei dettagli, chi volesse approfondire potrebbe, ad esempio, consultare http://www.diventaretrader.com/opzioni-binarie.html dove si trova un’interessante e completa guida alle opzioni binarie.

Le opzioni binarie non sono un gioco, tanto meno un gioco d’azzardo. Le opzioni binarie sono uno strumento finanziario derivato. Un derivato, come dice la parola stessa, è uno strumento il cui valore deriva da quello di un asset, che è chiamato sottostante.

Di solito calcolare il valore di un derivato è estremamente complesso, non è un caso che le grandi banche d’affari che si occupano di derivati sono il luogo di approdo privilegiato delle migliori menti matematiche del mondo. Ma le opzioni binarie fanno eccezione. Calcolare il valore di un’operazione digitale è davvero facile e immediato visto che i valori possibili sono solo due: in the money o out the money, in perdita o in profitto.
Ad ogni operazione digitale è associata una predizione sul prezzo dell’asset, se la predizione è corretta, allora l’opzione è in profitto, se la predizione non è corretta, l’opzione è in perdita, alcuni broker in questi casi possono comunque restituire parte della somma investita, ma non è questa la sede per scendere nei dettagli di funzionamento del trading binario.

Prendiamo adesso in considerazione la tipologia di opzioni binarie in assoluto più semplice, le opzioni che vengono definite top down. In questo caso la predizione è molto semplice, bisogna indicare se, alla fine di un periodo di tempo in gergo detto scadenza, il prezzo dell’asset sottostante salirà (opzioni GET) o scenderà (opzioni PUT).

Supponiamo che un trader abbia fiducia nel fatto che il prezzo delle azioni FIAT salga per effetto di un dato reale, diffuso da un’agenzia di stampa: ad esempio aumento delle immatricolazioni di veicoli prodotti dall’industria automobilistica. Bene, il trader si affretta a comprare un’opzione GET attendendosi un aumento del prezzo dell’azione. Se il prezzo aumenta (come è probabile che succeda) incassa tutto il suo capitale iniziale e un rendimento aggiuntivo che può essere pari, ad esempio, all’85%.

Ed è questo il punto cruciale: i sostenitori del fatto che le opzioni binarie siano una truffa legalizzata asseriscono che è iniquo il fatto che il rendimento sia dell’85% in caso di profitto mentre il capitale venga interamente bruciato nel caso di un’operazione che va out of money. E’ vero che la maggior parte dei broker restituisce, oggi, una quota importante del capitale anche in caso di perdita, ma come abbiamo premesso, non sottilizziamo.

Facciamo la nostra analisi confrontando un rendimento dell’85% nel caso di operazione in the money con una perdita totale del capitale in caso di out of money. Chi dice che le opzioni binarie sono una bufala afferma che questo è iniquo e basandosi sul calcolo delle probabilità asserisce che il rendimento dovrebbe essere del 100% affinché si verifichi una condizione equa.

Questa posizione equivale a dire che fare trading di strumenti finanziari equivale, né più e né meno, a tirare una moneta e giocare a testa o croce. Assurdo. Nell’esempio fatto sopra, il trader comprava l’opzione GET perché c’era una notizia macroeconomica interessante. Certo quando si fa trading online non ci sono certezze, non c’è la garanzia di guadagnare. Il trading vive di incertezza e rischio ma il rischio è sempre calcolato e tenuto sotto controllo mediante il money management. E’ evidente che se si opera con intelligenza e applicando strategie di analisi fondamentale o tecnica, gli eventi di perdere o guadagnare non sono equiprobabili. E’ molto più probabile (anche se non sicuro, è questo il punto) guadagnare che perdere, ecco perché il rendimento è giustamente l’85% e non il 100% senza che per questo le opzioni binarie siano una bufala.

A questo punto possiamo trarre anche un’altra conclusione dall’analisi che abbiamo fatto. Chi utilizza le opzioni binarie come un gioco d’azzardo ha la certezza, sui grandi numeri, di perdere. Perché se consideriamo, dal punto di vista matematico, le due possibilità (guadagno o perdita) come equiprobabili, allora sì che le opzioni binarie sono un sistema iniquo.

Ma se un trader ha intenzione di giocare con le opzioni binarie va alla ricerca dei problemi, è una sua scelta. Che poi in un caso su 1.000 capiti che un trader principiante, incapace e che inserisce gli ordini a casi riesca a vincere grandi cifre non significa nulla. Anche giocando al superenalotto capita che, una volta ogni tanto, qualcuno vinca.

Ma ripetiamo, le opzioni binarie non sono un gioco. Prima di inserire un ordine nella piattaforma bisogna ragionare. Non sempre i ragionamenti sono corretti, è vero, si può sempre sbagliare. Ma se c’è conoscenza dei mercati le volte in cui si sbaglia sono meno di quelle in cui si fa una previsione corretta. E se non c’è conoscenza dei mercati? Bene, allora meglio non fare trading ma dedicare il proprio tempo allo studio delle dinamiche finanziarie.

Conclusione: le opzioni binarie, analizzate dal punto di vista matematico, sono una fregatura nel caso in cui il trader scelga di usarle come un gioco o nel caso in cui non abbia idea di come funzionano i mercati finanziari. Nel caso in cui si operi in maniera razionale, le opzioni binarie sono un ottimo strumento, capace di produrre profitti elevati con una grande semplicità. Si tratta di uno strumento rischioso, questo è sicuro, ma i rendimenti garantiti sono più che sufficienti a remunerare questo rischio.

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